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Passiflora incarnata. Riprendersi il sonno e la propria vita

Una pianta per ritrovare notti serene e il riposo mentale

La prima volta che la Passiflora incarnata viene descritta è nel 1569 da un medico spagnolo, Monardes, che l’aveva scoperta in Perù dove gli indigeni la utilizzavano per le sue proprietà sedative.

Sono stati pero i gesuiti, nel XVIII secolo, a darle il nome “fiore della passione”, a causa dell’aspetto particolare del suo fiore, il cui simbolismo religioso li aveva enormemente impressionati. La descrizione più poetica e surreale del fiore della Passione del Cristo, si legge nel “Trattato di Crocifissione di Nostro Signore”, opera del padre gesuita Giacomo Bosio, stampata nel 1610: la passiflora ha 10 petali a “somiglianza”dei 10 apostoli fedeli presenti a Gerusalemme al momento della crocifissione, i filamenti a raggiera nella parte centrale rappresentano la corona di spine, un altro stilo al centro ossia la colonna della flagellazione, i tre stigmi sono i tre chiodi, gli stami ingrossati stanno a ricordare la spugna imbevuta di aceto, le macchie rosse sulla corolla simili alle 5 piaghe, i viticci che si annodano come la corda della flagellazione, le ghiandole lucenti sulle pagine inferiori delle foglie sono i trenta denari, mentre il pistillo tripartito simboleggia la trinità.

(Phytos – Piante Medicinali e Fitoterapia Energetica, Carlo di Stanislao e Leonardo Paoluzzi)

L’azione sedativa della pianta invece fu segnalata per la prima volta nel 1867 dal medico Phares, e confermata in seguito da Stapleton. Numerosi studi verificarono infatti che la passiflora presentava un’azione di tipo ansiolitico che agiva sul sistema nervoso soprattutto in caso di insonnie da “ipereccitazione psichica”.

La Passiflora (1825) di Jean Bernard (1775-1883).
Immagine originale di The Rijksmuseum / by rawpixel.

Aspetto

La Passiflora incarnata appartiene alla famiglia delle Passifloraceae, è una pianta rampicante perenne, originaria degli Stati Uniti, molto comune negli stati meridionali della Virginia, Florida o Texas. È caratterizzata da fiori molto appariscenti: con i suoi colori blu, porpora, oro e bianco, non può sfuggire neanche allo sguardo più distratto. Oltre alla vivace cromia ha anche forme incantatrici: dai petali disposti in forma circolare alla sua corona dai sottili filamenti, fino alle antere e agli appariscenti stigmi centrali.

Proprietà e utilizzi

La pianta ha un sapore amaro – dolce e i suoi principali costituenti sono: alcaloidi, flavonoidi, maltolo, fitosteroli, acidi fenoli, cumarine, eterosidi cianogenici, tracce di olio essenziale, acidi organici.
Il flavonoide vitexina, sostanza più importante della passiflora, ha proprietà calmanti. Questa pianta ha grandi benefici infatti nella turbe del sonno, nelle insonnie per eccitazione cerebrale, surmenage intellettuale; nelle insonnie legate a stati depressivi. È un neurosedativo riequilibrante e si usa anche per le palpitazioni, per i disturbi della menopausa e per gli spasmi (asma, colite, gastrite).

Attività sinergiche

Oltre all’assunzione specifica di estratto fluido di Passiflora incarnata, in base ai disturbi, suggeriamo spesso di utilizzare diverse piante in sinergia per ottenere un risultato più soddisfacente.

Abbiamo per questo creato due prodotti che sintetizzano in modo differente le sinergie che possono essere generate da più piante insieme. Il primo è lo Star Bene Notte che vede proprio come “protagonista” la Passiflora incarnata, che associata a Escolzia e Giuggiolo in sequenza di percentuale decrescente permette al prodotto di essere efficace gradualmente e in tre step: l’estratto secco di Passiflora rilassa, l’estratto secco di Escolzia predispone al sonno ed infine l’estratto secco di Giuggiolo favorisce il sonno vero e proprio.

Il secondo prodotto è invece lo Star Bene Stress dove la Passiflora è utilizzata in percentuali minori come coadiuvante della Griffonia, pianta centrale della formulazione. Qui la Passiflora agisce sul sistema nervoso centrale favorendo il rilassamento e viene utilizzata in sinergia, oltre che con la Griffonia, Rhodiola che normalizza il tono dell’umore.

Benefici derivati ➥ Stabilità emotiva

Al di là dell’azione funzionale attribuita alla passiflora, è da considerare anche un beneficio derivato di non secondaria importanza. Il sonno e il nostro equilibrio psichico incidono infatti sulla nostra capacità di prendere decisioni in modo lucido o di lasciar spazio a pensieri positivi. Il riposo mentale e corporeo aiutano anche il nostro umore e migliorano l’atteggiamento verso la vita, favorendo l’ascolto dei nostri bisogni e delle nostre esigenze. In un certo senso potremmo ribaltare il proverbio sentendoci liberi di affermare che chi dorme piglia pesci!

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